Valerio Incerpi

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Chi sono

La fotografia per me è "dettaglio": il particolare.
Cogliere momenti irripetibili da una prospettiva insolita. Scattare, scattare, scattare ma mai senza consapevolezza. Scattare anche d'istinto, proprio perché l'istinto ha dentro di sé la consapevolezza inconscia: studio, apprendimento quotidiano, nuove sperimentazioni. È ricercatezza nella luce, nei colori palpabili. Per dirla in termini cinematografici è "l'attimo fuggente" nell'arco delle 24 ore, il momento perfetto in cui tutto combacia: anche il posizionamento dei pianeti.
È una moto che ti sfreccia davanti e tu che fai? Ti chini sull'asfalto e fai clic sulla polvere dorata che si è alzata in cielo al suo passaggio: non sulla moto.
È quel velato istante in cui la mano di un bambino accarezza la criniera di un lipizzano dal manto argentato. È l'esplosione dei colori al Palio di Siena. Un bianco e nero volutamente "sporco".
È la fotografia.

Fotografia sportiva

Interpretare in maniera originale la fotografia d'azione significa andare oltre l'attimo in cui il pallone gonfia la rete o la monoposto taglia il traguardo. È adrenalina che si respira prima dello scatto, durante lo scatto e dopo lo scatto.
Significa scattare sulla sinistra mentre l'intera platea di fotografi sta guardando a destra: non per forzare senza motivo lo scatto solo per il gusto di distinguersi ma perché realmente si è "visto" qualcosa di diverso.
Il dettaglio che sfugge, un'impalpabile emozione dell'atleta. Un batter di ciglia che tradisce un sentimento. Lo pneumatico che saltella sul cordolo nel punto in cui tutti gli altri piloti nemmeno lo sfiorano. Il particolare di un rovescio con l'impugnatura alta della racchetta. La derapata improvvisa fotografata dall'altro lato della pista: perché chi conosce "quel" motociclista sa che non è stato affatto casuale. È il muscolo che si tende, il calore del tiro. La tensione alla partenza, la venatura in due occhi di ghiaccio. Sensazioni condivise. Energia.

Esperienza

La pioggia batte sulle tegole del tetto ed io immobile. Il calore mi avvolge. Continuo a dormire. Un tic tac all'esterno richiama la mia attenzione. Uno scatto e la mia EOS ha il colpo in canna.
Sguscio attraverso le tende senza far rumore, con il passo più vellutato del gatto che giocava con le foglie e un piccolo pezzetto di corteccia staccatasi da un ciliegio. Eccolo, l'attimo. Lo sguardo predatore del felino incrocia quello sfortunatamente distratto del volatile. Zac. Clic.

VALERIO INCERPI

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